Introduzione

Nel precedente articolo, abbiamo definito i concetti chiave che ruotano intorno alla metodologia Zero Trust. Siamo giunti alla conclusione che il 60% delle organizzazioni adotterà lo Zero Trust come punto di partenza per la sicurezza entro il 2025 (Fonte: Forbes).

Partiamo proprio da questo dato: cresce la consapevolezza dell’imminente minaccia di un data breach, spingendoci a adottare misure proattive per proteggere i nostri dati sensibili e minimizzarne l’effetto.

Il raggio di azione Zero Trust

La metodologia Zero Trust deve essere applicata a tutto l’ecosistema aziendale perché sia davvero efficace. L’ecosistema è composto da: persone, device, network, applicazioni e dati. Analizziamo le misure da mettere in atto sulle diverse parti che compongono l’ecosistema.

Sulle persone si parla principalmente di Multi Factor Authentication, Role Based Authentication, Single Sign On, Identity Access Management; sui device invece la protezione avviene grazie a sistemi di Antivirus o di Patching più o meno avanzati.

In merito alla rete, le misure messe in atto a livello IT sono diverse; tra queste la segmentazione per limitare la diffusione di un eventuale attacco, in modo che un accesso compromesso a un segmento non comprometta l’intera rete; oppure altra attività possibile anche in aggiunta alla segmentazione e ad altre misure di isolamento è la crittografia, grazie alla quale i dati vengono trasformati in una forma illeggibile utilizzando un algoritmo e una chiave per garantire la confidenzialità e la sicurezza delle informazioni durante la loro trasmissione attraverso la rete.

A livello di applicazioni la messa in sicurezza è garantita tramite Sandboxing per avere un ambiente isolato e controllato in cui eseguire i processi; Firewalling così da monitorare il traffico di rete, decidendo se consentire o bloccare la comunicazione tra il sistema protetto e il resto della rete o Internet; Code Analysis e altri sistemi.

L’area dati, su cui è opportuno concentrarsi in modo particolare, è il cuore dell’ecosistema e su questa vale la pena approfondire i temi della Data Resiliency, della Data Security e infine della Data Protection.

Data Management: il dato al centro

Il dato deve essere sempre disponibile, e oltre ad essere disponibile deve essere protetto (Data Protection) e quindi parliamo di privacy, integrità del dato e disponibilità. Infine per la parte di Data Security le attività riguardano il monitoraggio degli accessi prevenendo l’effetto distruttivo di un attacco di tipo ransomware ad esempio con strumenti di detection o encryption. Un’unica interfaccia di gestione dei dati come quella Syneto consente di garantire un approccio Zero Trust: ripristino delle infrastrutture in un tempo certo con un continuo lavoro di monitoring degli accessi.

L’evoluzione Beyond Zero Trust

Andare oltre il semplice Zero Trust significa non limitarsi alla filosofia “non fidarsi mai, verificare sempre” ma assicurarsi che ogni attività venga verificata seguendo un modello dinamico, proattivo e adattivo.

Per ridurre il rischio di intrusione, gli accessi non consentiti e gli atti malevoli devono essere costantemente intercettati e scoraggiati. Salvaguardare i dati significa renderli impermeabili, isolandoli dal resto. Rilevare comportamenti sospetti è possibile grazie all’AI che sorveglia costantemente le azioni di rete, rilevando istantaneamente schemi anomali, potenziali minacce e offrendo intuizioni preziose per mantenere l’ecosistema protetto.

Contenere i danni di un incidente informatico è possibile se al primo segnale di violazione della sicurezza vengono messe in atto rapide misure di contenimento che arrestino la proliferazione delle minacce sugli altri elementi dell’ecosistema.

Conclusioni

Per garantire una difesa completa, è essenziale estendere le pratiche di sicurezza oltre i confini tradizionali.

Dall’implementazione di misure di sicurezza per persone e dispositivi, alla protezione avanzata della rete tramite segmentazione e crittografia, fino alle sofisticate tecniche di sicurezza delle applicazioni come il sandboxing e il firewalling, ogni componente dell’ecosistema aziendale gioca un ruolo cruciale nella costruzione di una barriera difensiva robusta.

In un mondo in cui le minacce informatiche sono sempre più sofisticate, abbracciare l’evoluzione Beyond Zero Trust diventa imperativo per garantire la sicurezza delle organizzazioni e la protezione dei dati sensibili.

La strategia Beyond Zero Trust è stata concepita da Syneto con l’obiettivo di mettere in sicurezza i dati aziendali.